Pisa Book Festival: 25mila presenze, volume di vendite stazionario rispetto al 2012

Scritto da Redazione on . Postato in Editori, Eventi, Fiere e rassegne

Il Pisa Book Festival 2013 si è concluso con circa 25mila presenze, un numero vicino a quello dell’anno scorso, e qualche polemica dovuta all’introduzione, per la prima volta, di un biglietto d’ingresso a pagamento (4 euro il prezzo pieno).

Questo il testo del comunicato stampa pervenuto dall’organizzazione del Festival:

Il Pisa Book Festival, la manifestazione dedicata all’editoria che porta nella città di Pisa il meglio dell’editoria indipendente italiana e che si è svolta al palazzo dei congressi dal 15 al 17 di novembre, si è concluso con grande successo. Durante i tre giorni sono stati organizzati 200 eventi, i quali, pur incentrati tutti sul tema del libro e dell’editoria, si sono svolti in sale diverse, con distinte regie. Tutti hanno avuto un pubblico numeroso e attento.
Gli eventi sono riconducibili a diversi percorsi e tematiche. Un filone è quello del Paese ospite d’onore – la Germania – che con la regia del Goethe Institut ha proposto al pubblico del festival nove autori tedeschi, i cui libri sono stati pubblicati in italiano da editori presenti in fiera. Gli scrittori italiani Marco Malvaldi, Vanni Santoni e Carmine Abate hanno dato il benvenuto ai colleghi tedeschi e dialogato con loro. Collegata al paese ospite anche l’iniziativa di Palazzo Blu, la prima mostra personale di Philip Waechter. Un altro filone è quello degli eventi targati Pisa Book Festival che si svolgono nelle grandi sale del palazzo dei congressi e che sono organizzati dagli editori presenti in fiera, come nel caso dell’evento di Pisa University Press, che ha invitato Roberto Giacobbo, vicedirettore di Raidue. Ma anche i grandi editori nazionali hanno scelto Pisa per lanciare l’anteprima di un loro autore, come è accaduto per i libri di Marcello Fois e di Maurizio De Giovanni. Naturalmente tutti gli editori espositori utilizzano anch’essi la vetrina del Pisa Book Festival per lanciare un loro titolo in anteprima, lavorando in sintonia con l’ufficio stampa del festival allo scopo di raggiungere la massima visibilità. Quest’anno i lanci degli editori sono stati 42, tutti davanti a un pubblico folto e partecipe. Un importante e originale gruppo di eventi è quello che si svolge sotto la regia della redazione toscana del quotidiano La Repubblica. Si tratta di incontri con autori scelti e intervistati nello spazio la Repubblica Caffè dai giornalisti Laura Montanari, Fabio Galati e Gianluca Monastra. La mostra “La Repubblica delle Idee” ha fatto da cornice agli incontri, che sono stati seguiti con vivo interesse da un pubblico prevalentemente di giovani. Un altro filone, peculiare del Pisa Book Festival, è quello dei seminari della traduzione editoriale, organizzati nella sala Business da Ilide Carmignani e rivolti ai traduttori. Si tratta di seminari a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria, data l’alta qualità degli interventi, tutti svolti da professionisti del settore affermati e qualificati. Un discorso a parte merita la sezione junior, della quale anzitutto fanno parte gli editori per ragazzi, tra i migliori del panorama italiano ancora indipendenti. Naturalmente un ruolo importante nel programma lo svolgono i laboratori dedicati a bambini e ragazzi, organizzati dagli stessi editori sulla base di un loro libro da lanciare. “Grazie a un così ricco programma e alla presenza dei 150 editori espositori – dichiara la direttrice del Pisa Book Festival Lucia Della Porta – l’affluenza del pubblico è stata all’altezza degli anni precedenti e, forse, ancora meglio distribuita nei tre giorni della manifestazione. Considerando la gratuità del venerdì e la distribuzione di ingressi omaggio l’affluenza è stimata per ora intorno alle 25.000 presenze. Secondo i resoconti ad ora pervenuti e alcuni commenti raccolti fra gli editori espositori il volume dei libri venduti è rimasto stazionario rispetto alla scorsa edizione. In questo periodo economico difficile e di crisi vera del mercato editoriale, quando le librerie registrano il 40 per cento in meno del fatturato, quello che è avvenuto al Pisa Book Festival è stato definito da alcuni editori “una sorta di miracolo economico”. Ad esempio per le Edizioni Ensemble ‘Avere tanta gente concentrata di fronte ai nostri stand pronta a spendere tanti soldi per l’acquisto di libri è qualcosa di straordinario’”. “L’introduzione del modico biglietto di ingresso (4 euro, 3 euro per gli studenti, con possibilità di acquistare un abbonamento per i due giorni al costo di 5 euro, 4 per gli studenti) – afferma la direttrice del Pisa Book festival – ha di fatto valorizzato ulteriormente la manifestazione e sensibilizzato il pubblico circa la qualità dei contenuti, ovvero la produzione culturale degli espositori presenti. Oltretutto nel modesto costo del biglietto è compreso uno sconto di due euro per visitare la mostra “Andy Warhol” di Palazzo Blu, utilizzabile fino al 2 febbraio 2014”.
“Si può comprendere la protesta di alcuni studenti, i quali avrebbero voluto per sé l’ingresso gratuito – spiega Lucia Della Porta – Il Pisa Book Festival aveva auspicato per questo un intervento del DSU, ente preposto al sostegno degli eventi più interessanti per i giovani; purtroppo non è stato possibile stipulare una convenzione.
Visto il forte interesse dimostrato da alcuni studenti, i quali hanno fatto irruzione domenica mattina nel palazzo dei congressi, sfondando le barriere e senza pagare il biglietto, il Pisa Book Festival si augura una maggiore sensibilità da parte del DSU alle esigenze culturali degli studenti universitari”.

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Commenti (1)

  • Pasquale Cosentino

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    Non sono d’accordo per nulla sul fatto che sia una “esigenza culturale” quella che induce a sfondare le barriere rifiutandosi di pagare un biglietto che costa meno di una birra… queste “esigenze culturali” (e relativa indulgenza d’ordinanza) sono esattamente ciò che manda la cultura a picco!

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